Il team è verde !

Bello!
i nostri colori sociali lo sappiamo tutti sono il rosso e il blu, ma da qualche tempo mi sono accorto di un’altro colore che caratterizza il team ed è il VERDE, simbolo mondiale del rispetto e della cura dell’ambiente, è da un pò che noto un crescente numero di biciclette parcheggiate al campo negli orari degli allenamenti, ed ora complice il blocco del traffico (iniziativa sempre lodevole) e forse anche a causa del rincaro dei prezzi del carburante, anche alle manifestazioni sportive un gruppo vi si reca in bici anzichè in macchina, un gruppo al quale, in occasione della maratona di Milano sarò felice di aggregarmi, spero con il tempo che tutto questo diventerà un’abitudine ed un tratto distintivo dell’Athletic team. oltre ai risultati sul campo, mi piacerebbe che un giorno si dicesse di noi “a si quelli che vanno alle gare con la bici anzichè con la macchina”.
Re Nero

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Campionati Nazionali UISP, cronaca di una dura Vittoria.

Dopo la Vittoria dello scorso anno a Ferrara della squadra femminile al campionato Uisp di corsa campestre, ero in attesa di sapere la data e il luogo dell’edizione 2012.

Era circolata la voce di Torino, ma poi è arrivata la notizia di Montalto di Castro provincia di Viterbo.

Vista la lontananza e la difficoltà della trasferta, mi ero un po’ scoraggiato, ma poi ho pensato che potesse essere affascinante andare in terra Etrusca.

Mi sono messo al lavoro e con il l’aiuto di altri collaboratori, in primis Valeria, siamo riusciti a mettere insieme, fra uomini e donne,  più di venti atleti, oltre agli accompagnatori.

Il pullman alle 5,30 in piazzale Lotto ha raccolto milanesi, Rosita e marito. Alle 6,10 partivamo da Pioltello, dopo aver caricato il resto della squadra.

Lungo la strada ci siamo fermati, vicino Livorno, in un accogliente Autogrill, qui Francesco Marascio ha comprato una scatola di legno con dentro 1 Kg. di pecorino.

Questa scatola è stata riposta in alto nel porta valigie. Ad un certo punto, in seguito ai sobbalzi del pullman, la scatola è caduta, colpendomi di striscio alla testa. A questo punto Francesco è scattato in piedi, preoccupandosi della scatola e non della mia testa.

Nonostante tutto siamo arrivati al parco del Vulci. Dopo un ottimo pranzo, ci siamo incamminati in un percorso archeologico della durata di circa tre ore. Una passeggiata bellissima fra rovine etrusche e natura lussureggiante, ringrazio la moglie di Paolo per il suggerimento e  consiglio a tutti quelli che si troveranno a passare nelle vicinanze di visitare il parco.

Alla sera siamo arrivati all’albergo, che abbiamo scoperto vicinissimo al campo gara.

Alle 8,15 gli uomini si sono incamminati per il campo gara dove hanno montato il Gazebo, che ha dovuto resistere al forte vento. Alle 10,00 è arrivata la rappresentativa femminile.

Il campo gara era posizionato in una bellissima pineta dove il sole faceva fatica a filtrare ed il vento forte si sentiva.

Prima gara di 8 Km. alle 10,00 dove erano impegnati: Francesco Merisio, Rino, Gianni, Tommaso. Tutti sono andati bene, con Francesco che ha colto un ottimo terzo posto di categoria.

Seconda gara di 6 Km. alle 11,00 che ha visto le buone prestazioni dei nostri Carlo, Franceso Marascio, Salvatore e Natale.

Alle 12,00 sono partite le donne, grande era l’aspettativa della nostra squadra che metteva in campo ben 11 Atlete: Elisabetta, Rosita, Lucia, Maria, Rita, Laura, Maria Grazia, Ivana, Valeria, Francesca, Eugenia.

In precedenza, sul Pullman con l’aiuto della tecnologia di Gianni, avevo visto l’elenco delle partecipanti e solo una società aveva più iscritte della nostra con 12 atlete. Avevo previsto un potenziale minimo della nostra squadra di 140 punti, dura per le altre fare di più.

In gara sono state tutte determinatissime con ottimi piazzamenti, culminati con la vittoria del titolo di Francesca.

Durante l’attesa per le classifiche finali i nostri atleti hanno saccheggiato il ricco e fornitissimo ristoro.

Dopo una lunga attesa e calcoli ufficiosi da me fatti è arrivata la notizia che il team femminile aveva vinto con 172 punti contro i 145 della seconda. Grande è stata l’euforia, abbiamo smontato il campo, ci siamo avviati verso il pullman e abbiamo iniziato un lungo e faticoso viaggio di ritorno.

La trasferta è stata molto impegnativa, ma la gioia di tutto il gruppo e la commozione di Francesca sul podio, sono ricordi indimenticabili.

Da notare che durante il viaggio di ritorno ogni tanto spariva la scatola con la grappa che era il premio  per il quarto posto di Eugenia, ma dopo e accurata ricerca Laura riusciva e ritrovarla.

Al prossimo anno

Giovanni

 

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Ancora Eroi dell’Athletic Team al Corrimilano

L’Athletic Team piazza le sue bordate in ogni dove. Qualificatissima anche quest’anno la nostra rappresentanza alla serata di premiazioni del Corrimilano, ormai tradizionale vetrina milanese della corsa su strada amatoriale, e non solo.

Nella serata delle premiazioni dell’edizione 2011, di cui trovate un ampio resoconto su Podisti.net, l’Athletic Team è di nuovo sugli scudi, con due dei suoi atleti di punta del settore maschile.

Marco Premoli si è imposto nella classifica MM45, sciorinando uno strabiliante filotto di 6 vittorie nelle 6 prove a cui ha partecipato: una supremazia assoluta con la quale bissa il successo dello scorso anno. Con un po’ più di continuità avrebbe potuto sicuramente competere per la vittoria assoluta del trofeo, un obiettivo alla sua portata. Vedremo se nel 2012 vorrà concentrarsi su quest’obiettivo o tentare altre sfide.

Francesco Merisio si è affermato nella MM40, grazie alla continuità e gestendo le forze in una stagione difficile, che lo ha visto crescere di mese in mese e guadagnare terreno nei confronti di una concorrenza agguerrita. Un graditissimo ritorno, il suo: lo rocordiamo infatti primattore del Corrimilano e del Trofeo Monga qualche di stagione fa, prima che incappasse in una serie di piccoli e grandi  infortuni. Il Francesco di allora pare recuperato e dunque anche lui nel 2012 avrà sicuramente voglia di sfide ambiziose.

Facciamo un applauso a questi nostri due eroi, vanto di una società che è capace di costruire allo stesso tempo i successi di squadra e far emergere i talenti individuali. Grande Athletic Team

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Il Cross e la Schedina, il Calciatore e la Velina

Tempo di Cross Sociale all’Athletic Team di Pioltello; tempo che si ripropone in tempi che cambiano.

Domani mattina, presso il centro sportivo di via Piemonte, ci lanceremo nuovamente nell’eterna sfida, in questa trentaduesima edizione che sopravvive in un calendario podistico ormai cannibale di se stesso, sovrapponendo iniziative su iniziative e drenando in mille rivoli le residue capacità organizzative di un movimento amatoriale che sta sempre più invecchiando, lo dicono le età medie dei partecipanti alle manifestazioni, malato di divismo e mollaccione benessere, lo dicono i look accattivanti del marketing organizzativo, le quote di iscrizione, l’assetto ipertecnologico di atleti che poi atleti non sono.

Non voglio fare qui una sferzata moralizzatrice, di cui non sono degno, e nemmeno aizzare una levata di scudi contro il movimento podistico attuale: rimetto semplicemente agli amici del Team una riflessione un po’ malinconica, ma al tempo stesso speranzosa, a riguardo del mondo che trovai da ragazzino e tardo adolescente appassionandomi alla corsa nell’Athletic Team, rispetto ad alcune percezioni che ho oggi del mondo dello sport e della società in generale.

Il Cross che io ricordo, e che per tanti versi è ancora immutabilmente tale, è quello della Schedina, simpatica trovata goliardica che permetteva di aizzare rivalità sopite durante l’anno e risvegliare la verve agonistica di tapascioni che si stavano magari godendo mesi di parentesi in panciolle: un foglietto di tredici righe con trentanove nomi divisi in triadi di livello atletico comparabile (o presunto tale), incolonnate secondo 1-X-2 da pronosticare previo versamento di mille Lire a schedina. Fare tredici era davvero un’impresa e preparare la schedina era di per sé un lavoro di non trascurabile analisi tecnica, dato che necessitava un attento monitoraggio degli atleti, delle prestazioni in allenamento, in gara, a tavola e persino in altre faccenduole private che potrebbero influire sul rendimento, senza poi considerare l’abilità investigativa nello scovare chi si stava allenando di nascosto per poi fare uno stupefacente rientro al Cross Sociale.

Il Cross Sociale, con la sua Schedina, oggi ricordo in bianco e nero, eterno terreno di sfida, confronto, rivalità, sfottò, amicizia, è rimasto sempre a galla, divenendo nel tempo un gara open del circuito UISP, con edizioni di grande partecipazione e livello tecnico negli anni ’90, rimane un bell’appuntamento anche in queste annate di eccessivo stress sugli eventi.

Rimane un appuntamento molto libero e scanzonato, con un bel percorso ed un bel servizio, senza pressioni, ospitale per chi arriva e sa che troverà tutto questo: atmosfera casalinga, gente che corre comunque di buona lena, sane rivalità, frecciatine di ironia, un bel tè caldo, la corsetta per i ragazzini, classifiche fatte al volo con carta e penna, premiazione con battute e sfottò.

Il tutto senza avere dimenticato in partenza il tradizionale minuto di silenzio per ricordare gli amici e le amiche che ci hanno lasciato, in tempi lontani e recenti.

Con Gianni Moretti che si presenta puntualmente orgoglioso con la canottiera “vintage” del Team Seggiano anni ’70, a fare quasi da simpatica “velina” in passerella con gli amici e rivali di un tempo, tutti ancora lì a condividere la comune passione.

Passione di quando c’era l’Italia del Totocalcio e non quella dell’affarismo luccicante delle scommesse di Calciatori e Veline, lustrini evanescenti della cancrena che ammorba nel profondo il nostro Bel Paese.

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Il mitico Trofeo Monga a Pioltello

Cresciuto in un mondo di tapascioni, dopo aver attraversato per qualche anno l’agonismo, veleggio ormai piacevolmente nella pratica semiseria della regina degli sport, con alti e bassi dettati ora dalla pigrizia, ora dalla socialità, ora da qualche rinverdita rivalità. Questa mattina, “In Gir a la Cava” a Zelo, mi sono reso conto che aleggiava, nel gruppo dei volti noti ormai da decenni, un alone di rinnovata frenesia: domenica riparte il Trofeo Monga!

A Pioltello, novità assoluta, dunque non sono mancate le richieste di anticipazioni sulla tipologia del percorso: la temutissima e collaudata collinetta del Cross Sociale è infatti ostacolo noto per molti habitué della corsa nell’Est Milanese. Mi sono divertito a presagire malignamente anche l’attraversamento di un ripido fosso, come tributo alla memoria dell’amico Piero Cassani, diabolico e malizioso tracciatore che furbescamente sogghignava prevedendo gli strali lanciati dai suoi ansimanti rivali, quasi sempre con qualche chilo in più di lui. Oggi ancor più leggero di allora, ci guarda da chissà dove mentre sgambettiamo, moderni miler, nel miglio a lui dedicato.

Proprio nell’ultimo Miglio di Piero, qualche settimana fa, ho corso per la prima volta da Master40, ma domenica al Monga, con il Club del Miglio in letargo, sarà l’esordio vero e significativo della stagione invernale.

Sarà un appuntamento speciale con una nuova stagione di un Trofeo Monga che per molti di noi rappresenta una specie di narrazione mitica, di rituali che si ripetono e ripropongono, sempre vivi e sempre nuovi quasi a fermare il tempo in una dimensione fiabesca.

Mi ritroverò così ad esordire in una categoria che, da novellino ventenne nel ‘92, vedevo lontanissima: era la “H” dei quarantenni: 250 scalmanati e incanutiti corridori che si raccontavano le avventure dei dieci Monga precedenti e degli anni ’70 in cui era nata l’attività podistica organizzata nei vari movimenti, dopo le corsette di paese degli anni del dopoguerra e del boom economico, quando molti di loro erano bambini. Emergevano così i loro ricordi mitici, che già avevo sentito dagli amici del Team in quei primi anni ‘90, di quando “dieci anni fa anche nella “F” eravamo almeno in 200, non come adesso che siete poco più di 100” (noto tristemente che nel 2010 l’equivalente della vecchia “F”, dai venti a trent’anni, contava 15 o 20 atleti…).

Oppure quando da bambino, nel Team un po’ operaio e proletario dei primi anni ‘80, assistevo ai racconti di epiche trasferte in località a me allora ignote quali Prevalle o Lacchiarella, confini di un mondo che impavidi appassionati raggiungevano con la Fiat 126 o la 127, contando i posti e facendo attenzione al caro benzina. Gente che ancora oggi, se ha abbandonato il mondo della corsa, ti incontra per caso e ti chiede: “Lo fate ancora il Monga?”. Gente che, se invece sta ancora nel mondo della corsa, ogni anno è lì ad aspettare il Monga, come un rituale magico e propiziatorio che aiuta a fermare il tempo intorno alle passioni, immagini cementate nel fango, nella fatica, nel freddo, nella nebbia e nell’eterno desiderio di essere migliori. Bene, si ricomincia un’altra volta, domenica 18 dicembre, a Pioltello, magia che si rinnova. La magia del Trofeo Monga, per me unica e inimitabile, che mi fa balzare dal letto e ritrovare ogni anno un ambiente amico, ricco di umanità, valori, esperienza e amicizia, amore per uno sport, fangoso, scivoloso, faticoso, avaro, ma sempre sincero ed imparziale. Buone corse a tutti.

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Si è concluso ieri mattina, presso il Centro Sportivo Rino Fenaroli dell’Università Cattolica di Milano, il Convegno Tecnico sul tema “Metodologie di allenamento giovanile” organizzato dal Comitato Regionale Lombardia, unitamente all’Assital , con la collaborazione del Centro Studi e Ricerche della Fidal e dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Una due giorni ricca di spunti importanti che ha visto una numerosa partecipazione di atleti, tecnici e dirigenti provenienti da tutta Italia. Nella prima giornata, svoltasi nella sede centrale dell` Università Cattolica, è intervenuto il presidente della Fidal Franco Arese, il quale ha sottolineato la centralità dell`atleta e l’importanza di un’approfondita preparazione, sempre aggiornata, del tecnico. A seguire, i moderatori, il prof. Elio Locatelli, director of member service IAAF, e il prof. Francesco Uguagliati, commissario tecnico nazionale Fidal, hanno passato la parola in sequenza a: Wolfgang Killing, Gilles Follereau, Boris Mikuz e Antonio La Torre rispettivamente tecnici di Germania, Francia, Slovenia e Italia. Da sottolineare come le tre nazioni straniere abbiano un` organizzazione capillare dei tecnici in base alla specialità e come con il bacino d` utenza fondamentale, la scuola, si sia instaurata una stretta fattiva collaborazione mentre in Italia questo connubio fatica a decollare.

L`ultimo intervento del prof. Antonio La Torre, docente di Teoria e Metodologia dell`allenamento presso la Facoltà di Scienze Motorie dell`Università di Milano nonché uno dei massimi esperti di marcia, si è soffermato soprattutto sulle problematiche dell` atleta che, dopo aver eccelso nella più giovane età, non riesce a confermarsi e, per la maggior parte dei casi, sparisce dal palcoscenico assoluto.

Articolo tratto dal sito della Fidal Lombardia e scritto da Giovanni Balbo, per l’articolo completo vi rimando al sito fidal.
Avendo partecipato al convegno posso solo sottolineare e condividere l’importanza delle scuole.
Sono a disposizione per condividere con voi il materiale del convegno nonchè i miei appunti sugli argomenti discussi.

Ciao a tutti,
Re Nero

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LA SOLITUDINE DEL PRESIDENTE

Ciao a tutti,ormai sono passati gia’ alcuni mesi da quando con mio grande piacere sono stato da voi eletto presidente della grande famiglia (almeno per me) dell’athletic team.
Entusiasmo,voglia di fare sono sempre presenti in me,ma cio’ non toglie di sentire una piccola sensazione di “SOLITUDINE”.
All’inizio della mia esperieza pensavo e lo penso ancora di essere un riferimento, ma non lo e’ per tutti, io non ho preclusioni per nulla e nessuno all’interno del team e lo chiedo con sincera disponibilita operiamo insieme e potremo creare sempre piu’ una SOCIETA’ MIGLIORE ciao a tutti carlo

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Spero che Dante mi perdoni, lo faccio a fin di bene

“fatti non foste a correr come bruti ma per seguir virtute e canoscenza”

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salute’!!!!!!!!!!!!!!!!!

Salute’!!!!!!! non e’ la risposta a un starnuto ma e’ il rispetto che si deve a se stessi cercando attraverso l’idoneita’ medico sportiva di controllare la propria salute e rispettare la societa nella figura del presidente che si e’ preso l’onere e l’onore di assumersi la responsabilita’ della societa’ CORRERE IN SALUTE ED ALLEGRIA!!!!!!!!!!!!!!

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il mondo e’ dei “GIOVANI”?

Riflettendo sulla gara di ieri (la staffetta ) mi chiedevo se non era il caso di trasformarla in un evento GIOVANILE completamente?
E piu di trentanni che noi la organizziamo cercando di incrementarla con i piu adulti ma in questi ultimi anni non e’ stato possibile ecco allora la mia proposta (lavorandoci!!!!!!!) proviamo a fare della STAFFETTA UN EVENTO GIOVANILE?
Pensiamoci

CARLO

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